Call for papers #25 (1/2026)

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Un’altra Rivoluzione. Il pensiero politico dalla questione femminile al genere

a cura di Laura Mitarotondo e Fiorenza Taricone

In una congiuntura storica sempre più sensibile al tema della parità di genere nelle sue diverse declinazioni (politiche pubbliche, strumenti legislativi, azioni positive, strategie culturali), e attraversata nondimeno da tendenze conservatrici – anche nella “rinegoziazione” dei diritti delle donne –, Politics propone un numero monografico per riflettere sulle forme del pensiero politico femminile e femminista, nella sua capacità di rivelare dinamiche di potere storicamente invisibilizzate e dispositivi interconnessi di oppressione.

In particolare, muovendo dall’immagine della “più lunga” rivoluzione (Juliet Mitchell), si intende valorizzare l’originalità del pensiero politico femminile che, seppur ‘anticipato’ da alcune rilevanti testimonianze, esordisce nel corso delle Rivoluzioni antiassolutistiche (inglese, americana, francese); a seguire, le trasformazioni di ordine politico, culturale e simbolico indotte da teorie e pratiche della liberazione, e sollecitate, già dalla seconda metà del secolo scorso, dai movimenti femministi, innescano un ininterrotto, e tuttora fecondo, dibattito scientifico su potere, discriminazioni, identità, materialità di soggetti e processi.

Si tratta, quindi, di ripercorrere una lunga stagione di rivolgimenti radicali della società, della politica e del costume che dalla tarda modernità, con ricadute ancora attuali, arriva al cuore del Novecento, reagendo alla consolidata tradizione di pensiero a cui si deve la ‘costruzione’ culturale della subalternità femminile.

I mutamenti che ne sono derivati hanno infatti riguardato, di volta in volta, la domanda di diritti civili e politici, il rifiuto dei ruoli sessuali, la critica della divisione del lavoro, la rivendicazione della soggettività femminile – oltre i paradigmi di cura, sessualità, riproduzione –, fino alla convergenza delle lotte dei femminismi globali (per l’ambiente, contro il razzismo, per la giustizia sociale).

Da una prospettiva storico-politica, pertanto, si sollecita l’approfondimento di quel composito sistema di saperi che, rivelando il carattere contingente della disparità, ha oltretutto contribuito a decostruire i meccanismi di naturalizzazione delle differenze storiche – da cui hanno origine asimmetrie di potere e processi di inferiorizzazione –, e a leggere criticamente i paradigmi culturali e ordinamentali intorno ai quali si sono strutturate le istituzioni occidentali.

La call for papers per il n. 25 (1/2026) si propone dunque di promuovere un approfondimento della potenzialità trasformativa del pensiero politico femminile e femminista nei suoi molteplici risvolti, per poi interrogarne l’impatto sugli studi sociali e politici.

Tra le possibili tracce per la presentazione dei contributi si segnalano:

  1. il pensiero politico delle donne e gli esiti del loro impegno intellettuale, civile e politico nella vita delle istituzioni, con singolare attenzione alle modalità della loro partecipazione alla costruzione della storia democratica dei vari Paesi;
  2. il contributo dei pensatori politici e delle tradizioni dottrinarie, o correnti del pensiero politico, che hanno investigato il rapporto donne-società, problematizzando la condizione femminile e i modelli gerarchici fondati sulla differenza sessuale;
  3. l’apporto dei femminismi globali, a partire da quelli egualitari e differenzialisti, nella loro portata sovversiva, sia sul versante culturale, sia su quello epistemologico e politico;
  4. il potenziale politico del “genere”, in quanto categoria analitica relazionale, impiegata non solo per comprendere la genesi della subordinazione femminile, ma anche per esplicitare i meccanismi di potere sottesi all’organizzazione sociale della differenza sessuale;
  5. la rivoluzione metodologica di “genere” che sta interessando il canone della storia del pensiero politico, favorendo implicitamente una nuova narrazione storica – oltre la ricostruzione genealogica di figure femminili del passato –, tale da mettere alla prova la parzialità di un sistema di valori prevalente, in grado di incidere sulla memoria selettiva di una comunità, ma anche sui parametri normativi della ricerca scientifica.
  6. le forme dell’attuale dibattito intorno ai processi di istituzionalizzazione e di capitalizzazione delle questioni di genere, che attengono sia alla colonizzazione delle conquiste sociali e politiche dei femminismi, sia alle modalità di neutralizzazione del conflitto garantite dal processo di burocratizzazione delle lotte per la parità.

Per sottoporre una proposta di articolo occorre inviare un abstract dettagliato di circa 2.500 battute spazi inclusi e una breve bibliografia di max. 10 testi al seguente indirizzo e-mail: cfp@rivistapolitics.eu (Oggetto: “Cfp 25”). Nella proposta occorre specificare il titolo dell’articolo, il nome dell’autore, nonché l’approccio metodologico che si intende seguire (per es. Storia del pensiero politico, Filosofia politica, multidisciplinare, ecc.)

Se la proposta sarà accettata dalle curatrici del numero monografico, il/la proponente dovrà poi redigere un articolo della lunghezza massima di 35.000 battute (spazi inclusi, ma escluso bibliografia, abstract e parole chiave). Gli articoli dovranno essere redatti secondo le norme editoriali Chicago Manual of Style 17th (Author-date) e utilizzando esclusivamente il file modello (gli articoli che non utilizzano questo file saranno esclusi).

Tutti gli articoli proposti devono essere originali e rispettare il codice etico della rivista.

Le scadenze sono le seguenti:

  • 22/02/2026: invio abstract;
  • 01/03: comunicazione ai proponenti degli esiti della valutazione delle proposte;
  • 20/05: invio degli articoli definitivi;
  • 19/07: comunicazione esiti della valutazione double-blind review;
  • 7/09: gli autori inviano gli articoli corretti secondo le indicazioni dei revisori (se presenti);
  • 1/10/2026: pubblicazione.

Scarica il pdf della call for papers n. 25.